Alimentazione nel trail: devi ascoltare il tuo corpo… o seguire un piano preciso?
Marie è ambasciatrice Raidlight e appassionata di nutrizione sportiva (ha una laurea nel settore). Pratica trail e corsa su strada con impegno, ma sempre con piacere. Per lei, gestire bene la nutrizione è molto più di un dettaglio: è una leva chiave per arrivare fino in fondo, soprattutto nelle distanze lunghe.
Istinto o strategia? Vediamo cosa funziona davvero.
Rifornirsi seguendo le sensazioni: una libertà… che può costare cara
🎯 L’approccio semplice e naturale
Ascoltare il tuo corpo, bere quando hai sete, mangiare ciò che ti va… sulla carta è allettante. Riduci il carico mentale, eviti spesso i fastidi di stomaco, e regoli più liberamente dolce/salato secondo i tuoi desideri. Non male, vero?
Sì… ma soprattutto se corri su distanze brevi o se ti conosci molto bene. Altrimenti, può diventare rischioso in fretta.
⚠️ Limiti evidenti sul campo
In gara, tra stress, sforzo e meteo, le tue sensazioni sono spesso confuse. Avverti fame o sete solo quando è già un po’ tardi. E questo si paga: calo di energie, perdita di lucidità, rischio di colpo di calore o ipoglicemia.
Su marathon trail o ultra, i bisogni energetici sono troppo alti per improvvisare. Senza esperienza, è difficile coprire davvero le tue necessità.
Seguire un piano nutrizionale: un’arma formidabile… se usata bene
🧠 Una strategia chiara ed efficace
Al contrario del freestyle, alcuni corridori pianificano tutto: grammi di carboidrati, tempi di assunzione, tipi di prodotti a seconda del terreno… E sinceramente, può fare una vera differenza.
Con un buon piano garantisci apporti regolari, limiti i cali di energia e mantieni la mente lucida. Sai cosa stai facendo, guadagni concentrazione. Il cervello è libero e puoi focalizzarti sulla gestione della gara.
✅ Come costruire un piano semplice e affidabile
➡️ Parti da questo calcolo base: il tuo peso (in kg) x 0,9 = quantità di carboidrati per ora (in g).
Per esempio, se pesi 60 kg, punti a 54 g/h di carboidrati. Puoi distribuirli con ciò che preferisci: barrette, composte, gel, bevande energetiche, rifornimenti solidi…
🙅 Ma attenzione alla rigidità
Un piano è uno strumento. Non una prigione. Se il gel cade in fondo allo zaino o lo stomaco dice basta, devi poter adattarti senza stress. Troppa rigidità rischia di saturare la digestione… o peggio, farti mollare al prossimo rifornimento.
💡 Prova il tuo piano in allenamento. Aggiusta secondo le sensazioni. E non dimenticare che ogni gara è diversa.
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L’approccio migliore? Quello che si adatta a te
La vera strategia vincente è un sapiente equilibrio tra pianificazione e ascolto di te stesso. Prova il piano in allenamento, impara a riconoscere i segnali del tuo corpo… e adattati in gara.
È questa flessibilità che ti permetterà di essere finisher… o anche di puntare più in alto.
👉 Per approfondire l’argomento: Come evitare i disturbi digestivi nell’ultra trail?

