L’assistenza nell’ultra trail: l’altro eroe nell’ombra
Nell’ultra trail, ci sono quelli che si vedono… e quelli senza i quali nulla sarebbe possibile. Dietro ogni finisher, c’è spesso una coppia silenziosa, devota, invisibile al traguardo ma indispensabile a ogni passo. È questo il ruolo chiave dell’assistenza. Senza di essa, l’ultra sarebbe semplicemente… meno umano, meno fluido, meno vivibile.
L’arte del sostegno
Certo, la maggior parte delle gare è pensata per l’autonomia, con rifornimenti regolari e a volte dropbag. Ma quando si punta alla performance — o semplicemente a una migliore gestione mentale e fisica — l’assistenza diventa una leva preziosa. A patto che sia ben preparata. Un rifornimento ben gestito è un guadagno di tempo, energia… e a volte di morale.
Hai mai visto quei "pit stop" in stile Formula 1 nel mezzo di un ultra? Nulla è lasciato al caso. Ogni gesto è anticipato, ogni bisogno previsto. E dietro questo balletto ben rodato, c’è spesso qualcuno che non ha dormito, che non ha corso, ma che ha dato tutto.
Mickaël e Fiona: l’ultra, versione duo
Mickaël Berthon fa parte di quei trailer innamorati delle distanze lunghissime. Chartreuse Terminorum, TOR des Géants… colleziona gare leggendarie. Ma ciò che non si vede sempre è Fiona, la sua compagna, che lo accompagna in ogni ultra con un impegno fuori dal comune.
Lei non corre… ma fa tutta la differenza.
Al TOR des Géants (330 km e 24.000 D+), Fiona è presente a ogni base vita. La sua missione? Essere ovunque. E pensare a tutto. Nutrizione, materiale, idratazione, motivazione. Prepara i rifornimenti, gestisce i cambi d’abito, ricarica l’orologio, pulisce le borracce, anticipa il meteo, prepara le borse, ricarica le frontali… e sorride.
Pensare per due
Quando Mickaël arriva, spesso esausto, Fiona deve essere un’estensione di lui stesso. Reagire in fretta, parlare poco, fare bene. Sa se ha bisogno di un caffè o di una fetta di torta, di un momento di calma o di una parola che scuote. Ha preparato borse identiche per alternare facilmente, senza dimenticare nulla. Sa che se un dettaglio non va, può saltare tutta la gara.
E quando lui riparte? Lei sistema, rifà tutto, riprende la strada, posta una story, segue la traccia GPS, anticipa il prossimo punto… e ricomincia.
Community manager, nutrizionista, logistica, innamorata
In queste gare dove si corre da soli… non si vince mai da soli. Fiona è questa presenza costante, invisibile sui segmenti Strava, ma essenziale a ogni falcata. E non è sola: dietro ogni ultra trailer, c’è spesso una Fiona, un fratello, un’amica, un parente che vive l’avventura intensamente, ma in modo diverso.
Non vediamo l’ora di rivedere questo duo sui sentieri
Perché l’ultra è tutto tranne che uno sport individuale. È una storia di fiducia, organizzazione, resilienza… in due. Bravo Mickaël per le sue imprese. E brava Fiona, per tutto quello che fa senza mai tagliare il traguardo — ma contribuendo al 100%.

