Capire i diversi formati del trail running
Spesso senti parlare di trail corto, marathon trail o ultra trail… ma quali sono davvero le differenze? Se vuoi capire meglio le categorie del trail running, scegliere i tuoi obiettivi o costruire un piano di allenamento adatto, sei nel posto giusto. Ecco una panoramica chiara e semplice dei diversi formati di trail, dal più accessibile al più estremo.
1. Il trail corto: accessibile ed esplosivo
Distanza: generalmente inferiore a 30 km
A volte chiamato trail scoperta, è la porta d’ingresso ideale per scoprire la disciplina.
- Profilo veloce: spesso più scorrevole, con un dislivello moderato.
- Meno gestione: non serve portare molto materiale.
- Ideale per iniziare: puoi partire con poca esperienza, soprattutto se già corri su strada.
👉 Come iniziare con il trail?
👉 Piano di allenamento 12 settimane – trail corto (14 a 30 km)
2. Il marathon trail: lo sforzo di fondo in versione natura
Distanza: intorno ai 42 km, con un dislivello importante
È l’equivalente della maratona su strada, ma in versione montagna o natura, spesso più tecnica e impegnativa.
- Sforzo lungo: richiede una vera strategia di gara e alimentazione.
- Tecnica variabile: alternanza di sentieri scorrevoli, single track, passaggi ripidi.
- Preparazione seria richiesta: serve un buon bagaglio di resistenza.
3. L’ultra trail: l’avventura a lungo termine
Distanza: oltre i 50 km, a volte fino a 100, 160 km… o più!
L’ultra trail è una disciplina a sé, che va oltre la semplice performance sportiva. È una sfida mentale, fisica e logistica.
- Gestione dello sforzo per decine di ore
- Gare notturne o anche su più giorni
- Dislivello massiccio e condizioni varie (altitudine, meteo…)
- Autonomia parziale o completa: devi gestire alimentazione, sonno e attrezzatura
Questo formato corrisponde a gare leggendarie come l’UTMB, il GRP o la Diagonale des Fous.
👉 Piano di allenamento 12 settimane – ultra trail
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